Dio esiste, ed è tutto.

«Non dico questo», replicò Francesco. «Ma penso che è diffi­cile accettare la realtà. In verità, nessuno l’accetta in blocco. Noi aspiriamo sempre ad aggiungere, in qualche modo, una spanna alla nostra statura. E questo il fine di quasi tutte le nostre azioni. Anche quando si crede di operare per il regno di Dio, non cer­chiamo che di farci più grandi, fino al giorno in cui, sconfitti, non ci rimane che questa sola smisurata realtà: Dio esiste. Allora scopriamo che lui solo è onnipotente, che lui solo è santo, che lui solo è buono. L’uomo che accetta questa realtà e se ne compiace, trova in cuor suo la serenità. Dio esiste, ed è tutto. Qualunque cosa gli succeda, c’è Dio e c’è la luce di Dio. Basta che Dio sia Dio. L’uomo che accetta integralmente Dio, si rende capace di ac­cettare se stesso. Egli si libera di ogni volontà particolare. Più nulla disturba in lui il gioco divino della creazione. La sua vo­lontà s’è fatta più semplice e, al tempo stesso, vasta e profonda come il mondo. Semplice e pura volontà di Dio che tutto abbrac­cia e accoglie»

(E. LECLERC, Sapienza di un povero, Milano 1978, 145) .