Glielo dissi il giorno stesso …..

 

Cosa avrà mai detto Maria a Giuseppe per spiegargli la sua maternità e come avrà reagito il suo giovane sposo? Lo scrittore Erri De Luca nel suo saggio “In Nome di Maria” si immagina questo particolare colloquio; ne riporto alcuni stralci che mi hanno particolarmente colpito. È Maria stessa che prende la parola e narra ciò che è accaduto dopo l’Annunciazione:

«Glielo dissi il giorno stesso. Non trascorrerà intero il giorno sulla rottura della tua legge. Eravamo fidanzati. Nella nostra legge è come essere sposati, anche se non ancora nella stessa casa. Ed ecco che ero incinta. […]  Iosef fu sorpreso dalla mia quiete. Si attaccò anche a lui. Si alzò in piedi, sollevò la testa, asciugandosi la faccia con il dorso di quelle mani sante che avrei voluto baciare. “Conosci la legge, Miriàm?” “Conosco la legge.” “Per filo e per segno?” “Non bene come te, non tutte le parole. Spetta a voi uomini conoscerle a memoria. So le conseguenze.” “Lascia che ti ripeta i versi sacri. Vengono dal libro Deuteronomio: Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, giace con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete a morte: la fanciulla, perché, essendo in città, non ha gridato, e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così estirperai il male in mezzo a te. Ma se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza giace con lei, allora dovrà morire soltanto l’uomo che è giaciuto con lei, ma non farai nulla alla fanciulla. Nella fanciulla non c’è colpa degna di morte: come quando un uomo assale il suo prossimo e l’uccide, così è in questo caso, perché egli l’ha incontrata per i campi. La giovane fidanzata ha potuto gridare, ma non c’era nessuno per venirle in aiuto. Eccola. È questa la legge che sta sopra di noi adesso.”

“Ascoltami, Miriàm. C’è una possibilità. Tu domani vai da sola in campagna con un pretesto, in cerca di qualche erba invernale per fare un decotto. E torni a sera dal campo dicendo di essere stata aggredita e violata lì, di aver gridato, ma senza risposta. È già successo, si sa di altri casi di ragazze che sono riuscite a evitare così l’accusa di adulterio. “Guardai Iosef per la prima volta. Conoscevo la sua faccia serena anche sotto le mosche e la fatica. Ora vedevo un uomo desolato che provava a governare la situazione progettando menzogne. Quanto dev’essere importante per gli uomini la legge, per ridurli a questo. Dissi: “Quell’uomo messaggero è venuto da me a mezzogiorno, porte e finestre aperte, spalancate. Io mi sono trovata in piedi davanti a lui nella mia stanza e non ho pronunciato una sillaba, non ho neanche risposto al suo saluto, altro che gridi”.

“Lo so Miriàm, ma ora dobbiamo trovare una soluzione, dare una versione della tua gravidanza fuorilegge. Miriàm, ti amo, ti chiedo questo perché ti credo e voglio salvarti. Miriàm, ti trascineranno alla porta di Nazaret e ti lapideranno. E chiederanno a me di scagliarti contro il primo sasso. Lo capisci questo? Lo capisci? La conosci la nostra legge.” E le sue parole si strozzarono per non uscire in grido e farle andare fuori. […]

Aiutaci, scopri come

Mi aveva creduto, ero felice e calda di gratitudine per lui. “Fai quello che è giusto Joseph. Io oggi sono tua più di prima, più della promessa».

 

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