Il cuore ferito

Un monaco chiese a un confratello: «Perché le tue preghiere vengono sempre esaudite, mentre le mie non lo sono mai? Eppu­re prego come te…» Risposta: «Vedi, quando qualcuno viene da me e mi apre il proprio cuo­re raccontandomi la sua miseria e la sua sofferenza, provo una compassione tale che mi si apre un piccolo foro nel cuore. Poi­ché ho ascoltato tantissimi fratelli con i loro problemi e le loro angosce, ci sono moltissimi fori nel mio cuore. Io sono vecchio e quando comincio a pregare, prendo il mio cuore e lo presento a Dio. Egli vede questo cuore crivellato, con tanti fori, tante cre­pe, così prova compassione per il mio cuore ed ecco perché mi ascolta ed esaudisce le mie preghiere». Si dice comunemente che occorre pregare col cuore. Il proble­ma, però, è questo: con quale cuore? La Bibbia parla di cuore “spezzato”. Ossia, la preghiera deve scaturire da un cuore che si lascia ferire dalle miserie altrui. Dio ascolta chi ha un cuore “com­passionevole”.