Il Natale nella solitudine del condannato Bonhoffer

simboli-autunnali-08d20093-fed1-42d6-b30e-b7b533475839

Soprattutto una cosa, carissimi: non dovete pensare che io mi lasci abbattere da questo Natale in solitudine». «Guardando la cosa da un punto di vista cristiano, non può essere un problema particolare trascorrere un Natale nella cella di una prigione. Molti in questa casa celebreranno probabilmente un Natale più ricco di significato e più autentico di quanto non avvenga dove di questa festa non si conserva che il nome. Un prigioniero capisce meglio di qualunque altro che miseria, sofferenza, povertà, solitudine, mancanza di aiuto e colpa hanno agli occhi di Dio un significato completamente diverso che nel giudizio degli uomini; che Dio volge lo sguardo proprio verso coloro da cui gli uomini sono soliti distoglierlo; che Cristo nacque in una stalla perché non aveva trovato posto nell’albergo; tutto questo per un prigioniero è veramente un lieto annunzio». «L’uomo che Dio accoglie, giudica e fa risorgere a nuova vita è Gesù Cristo, e in lui l’umanità intera: siamo noi. Soltanto la persona di Gesù Cristo affronta vittoriosamente il mondo. Da questa persona, nasce e prende forma un mondo riconciliato con Dio».