Il valore del nostro lavoro

Chiediamo luce a Gesù Cristo, nostro Signore, e pre­ghiamolo di aiutarci a scoprire, in ogni momento, il significato divino che trasforma la nostra vocazione professionale nel cardine sul quale poggia e ruota la nostra chiamata alla santità. Nel Vangelo potete leg­gere che Gesù era conosciuto come l’artigiano, il figlio di Maria: ebbene, anche noi, con santo orgoglio, dob­biamo dimostrare coi fatti che-siamo lavoratori, uo­mini e donne che lavorano! Dato che ci dobbiamo comportare sempre come in­viati di Dio, dobbiamo ricordare molto bene che non lo serviamo con lealtà quando trascuriamo il nostro lavoro; quando non condividiamo con gli altri l’impe­gno e l’abnegazione nel compiere i doveri professio­nali; quando diamo motivo di essere giudicati scan­safatiche, leggeri, superficiali, disordinati, pigri, inu­tili… Perché chi trascura questo genere di doveri, solo in apparenza meno importanti, difficilmente riuscirà vittorioso nei doveri della vita interiore, che certamente sono più difficili. «Chi è fedele nel poco, è fedele an­che nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto».

Josemaría Escrivd de Balaguer