La condanna del mondo moderno

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«Più si è altruisti, più si è dolci e buoni, più si è felici… Bisognerebbe sempre saper sorridere ». PierreTeilhard de Chardin

Più gli egoismi trovano libero sfogo, più il mondo è duro, e più le probabilità di felicità si restringono. I missionari della carità che operano nei Paesi pove­ri hanno potuto constatare che la povertà materiale è meno redibitoria della povertà spirituale, perché questa permette di conservare intatta, e addirittu­ra aumentare, la forza delle relazioni comunitarie. L’opulenza materiale genera poco a poco l’indigen­za spirituale: è la condanna del mondo moderno. Le preoccupazioni materiali nutrono gli individualismi al punto da inasprire il senso di separazione fra gli uomi­ni, il che porta irrimediabilmente a confronti, risenti­menti o gelosie. Riabilitando la gentilezza del cuore e la qualità degli scambi, preoccupandoci con più con­tinuità dell’altro, fino a riaccendere solidarietà inna­te, prestando attenzione all’ambiente e al paesaggio in cui cresciamo, restauriamo, come un’opera d’arte in pericolo, l’immensa gioia della fraternità e della riconciliazione. Così ci prendiamo cura del nostro patrimonio essenziale: la gioia di vivere, tanto comu­nicativa da poter essere condivisa e così abbondante che ciascuno può placarvi la propria sete d’amare.