Approfondimenti

La misericordia.

  

Una volta tre anziani andarono dal padre Achille. Uno di loro aveva cattiva fama. Il primo domandò: «Padre, fammi una rete». Ed egli rispose: «Non la faccio». Il secondo chiese: «Fa’ questa carità, perché possiamo avere questo ricordo di te in monastero ». Ma Achille rispose: «Non ho tempo ». Infine il terzo, quello che aveva cattiva fama, gli disse: «Fammi una rete, perché io possa avere un oggetto fatto dalle tue mani, padre ». E a lui Achille rispose subito: «Te la faccio ». Allora gli altri due, presolo in disparte, gli domandarono: «Perché noi ti abbiamo pregato, e tu non hai voluto accontentarci, mentre a lui hai detto: “Te la faccio?”». L’anziano rispose: «A voi ho detto:”Non ve la faccio”, e voi non ne avete avuto dispiacere perché sapete che non ho tempo. Ma se non la facessi per lui, direbbe: “A. causa del mio peccato, essendone a conoscenza, non ha voluto farmela”. E così spezzeremmo la corda. Per questo ho voluto confortare la sua anima, perché non sia inghiottita dall’amarezza ».

 L’ aneddoto ci rivela la grandezza dell’uomo nuovo, l’uomo misericordioso. Questo padre del deserto, Achille, famosissimo per la sua austerità, traduce nella sua vita i tratti fondamentali degli insegnamenti di Gesù e in modo particolare dove Egli ci insegna di “non spegnere il lucignolo fumigante”. Uno di loro aveva una cattiva fama a causa dei suoi peccati. E’ proprio su di lui che la misericordia si china infondendo speranza e donando il pane del perdono. Vorrei sottolineare un aspetto importante di Achille. Egli non parla: è con un semplice gesto di attenzione che fa capire al suo interlocutore che non lo giudica e che gli vuole comunque bene. La misericordia è muta, non parla. Usa i gesti, si serve di piccole attenzioni, è concreta. Le parole comunicano concetti, scandiscono sentenze, emettono giudizi. I gesti sono trasparenti e, nella loro semplicità, rimangono, si possono conservare. «Fammi una rete, perché io possa avere un oggetto fatto dalle tue mani, padre ». Quella rete diventa memoria, oggetto da guardare e  conservare.  Le corde si intrecciano e i nodi si stingono: la rete prende forma. Rimarrà per sempre un intreccio di conforto e dolcezza. Proprio come la misericordia. Anche l’iconografia presenta questa virtù attraverso la liturgia dei gesti: una donna con le braccia aperte in atto di porgere un ramo di cedro con il frutto; ai suoi piedi una cornacchia. Le braccia aperte sottolineano quanto già detto: la misericordia abbraccia le altrui miserie, qualsiasi miseria. Il ramo di cedro con il frutto indica la concretezza delle misericordia: più che parole, fatti; non un insieme di ammonimenti ma la dolcezza di un gesto, un braccio che si stende, un dono che viene elargito. La cornacchia era il simbolo, presso gli antichi, della misericordia. La misericordia non spegne la candela che sta per spegnersi, ma la mantiene accesa.

 don luciano vitton mea

   

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