Se avessi un solo giorno ancora da vivere

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Se avessi un solo giorno ancora da vive­re, penserei prima di tutto a quali persone oggi mi piacerebbe incontrare. Pensando con chi trascorrerei volentieri il mio ultimo giorno, mi diverrà chiaro quali sono le relazioni importanti e dove in fondo sono rimasto straniero ad altri. Allora, penso di andare a trovare queste persone o di chia­marle al telefono. Direi loro che cosa signi­ficano per me, che cosa hanno provocato in me, quali ricordi per me sono importan­ti. E le ringrazierei per tutto quanto ho sperimentato e imparato grazie a loro, per quanto hanno messo in movimento dentro di me e per come mi hanno aperto gli occhi per ciò che è autentico. Direi loro come le vedo, quali particolari unici e specia­li vedo in loro. All’uno o all’altro, forse, vorrei anche dire quale potrebbe essere la sua missione e il suo compito e quale traccia dovrebbe incidere in questo mondo. Di fronte al mio sguardo interiore, mi immagino l’incontro con la persona che più amo. La guardo, sostengo in silenzio il suo sguardo. In questo sguardo è già detto tutto. C’è amore. Nasce qualcosa tra noi. C’è comprensione, gratitudine, meraviglia per il mistero dell’amore che ci unisce mutuamente. Nel guardarci reciproco ci uni­remo reciprocamente. C’è pura presenza. E io so che la nostra amicizia non sarà di­strutta con la morte, che sopravvive alla morte, che raggiunge l’eternità. Nell’incontro di fronte alla morte sboccia il mistero di questa amicizia, il mistero dell’a­more, che è più forte della morte e per il quale non esiste il limite della morte.

Anselm Grun

Questa bellissima riflessione di Anselm Grum ha sempre destato in me una sorta di inquetidine perchè le sue parole possono celare una drammatica reltà: quella di essere terribilmete soli nell’ultimo giorno. Pensando alla mia vita temo di non aver amato abbastanza, che tanti volti a me famigliari siano in relaltà stranieri al mio stesso cuore. Ho cercato di voler bene, ma tante volte mi accorgo di aver fatto del male proprio alle persone che ho pensato di amare di più. Chi chiamare nell’ultimo giorno, a chi telefonare nell’ora suprema? Difronte a questo apparente fallimento esistenziale non mi resta che usare il tempo che mi rimane per tendere la mano e chiedere scusa; non mi rimane che una sola parola: misericordia.

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don Luciano

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