Approfondimenti

Tardi ti ho amato

Signore, tu conosci il mio volto, e verrà un tempo in cui co­noscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Tu sei la forza della mia anima: entra in essa e rendila conforme a te, per averla senza macchia né ruga ed esserne il padrone. Questa è la mia speranza, sono lieto di questa speranza, è una gioia vera. In realtà io non riesco a comprendere tutto ciò che io sono! Vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, i possenti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, la vastità dell’Oceano e le orbite degli astri, ma trascurano se stessi e non si guardano. Tardi ti ho amato, bellezza così antica e sempre nuova, tardi ti ho amato! Eppure tu eri dentro di me e io ti cercavo fuori, in tutte queste belle creature che tu hai fatto esistere: io mi precipitavo su di loro in modo indegno. Tu eri con me e io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che non esisterebbero se non esistessero in te. Mi hai chiamato e la tua voce ha rotto la mia sordità. Hai fatto brillare il tuo splendore e hai fatto svanire la mia cecità. Hai diffuso il tuo profumo, ho respirato e corro verso di te. Ho gustato quanto sei buono, ho fame e sete, mi hai toccato e sono infiammato dal desiderio della tua pace.

(Confessioni, 10,1; 10,15; 10,27)

   

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